TEATRANDO SI IMPARA
LABORATORIO TEATRALE
Docente: Enrica Mallo
IMPIANTO GENERALE
PRESENTAZIONE
Il percorso che si propone è mirato alla
realizzazione di uno spettacolo corale in cui ognuno possa avere la possibilità
di diventare ideatore di se stesso e quindi artefice primario della creazione
teatrale: l’azione vissuta e non rappresentata, diventa quindi la risultante di
un graduale percorso di improvvisazione e di apprendimento di alcune tecniche,
relative all’uso della voce, del corpo e così via…
Appare subito evidente che un lavoro di questo tipo presuppone la messa in luce dei caratteri e delle varie tipologie comportamentali dei soggetti coinvolti, i quali saranno selezionati sulla base della disponibilità a mettersi n gioco e sulla motivazione a partecipare.
L’esperienza teatrale oltre a favorire lo
sviluppo del sé (consapevolezza, autostima, sicurezza di sé, auto-controllo…),
può avere una vera e propria funzione terapeutica, dovendo comportare
l’investimento di energie profonde relative alla persona e al suo essere e
manifestarsi nel mondo. Cosicché sarebbe auspicabile il coinvolgimento di
bambini e ragazzi che presentino gravi difficoltà nella relazione, nella
concentrazione, ragazzi e bambini spesso bloccati da profonde insicurezze. Si
tratta, in altri termini , di offrire opportunità alternative di crescita
soprattutto a coloro i quali disdegnano qualunque forma relativa al rapporto
insegnamento-apprendimento e che rifiutano ostinatamente la scuola.
Il teatro è disciplina e fatica ma anche divertimento, gratificazione e nutrimento dell’anima; è vita e non rappresentazione laddove il personaggio “si fa” reale grazie al fatto che l’attore si mette al suo servizio dandogli il proprio respiro e il proprio sudore.
Il teatro è anche ricerca di quell’altro da sé contenuto e nascosto che prende vita in chi sa riconoscerlo e tirarlo fuori.
Tutto ciò trasportato nell’esperienza quotidiana di un bambino/ragazzo di “Zia Lisa” potrebbe coincidere con la sublimazione di alcune componenti aggressive e/o auto-distruttive che molti dei nostri alunni mettono in atto.
Senza dover necessariamente ricorrere al concetto di catarsi caro agli Antichi Greci, si vorrebbe, in questa sede, con grande umiltà, offrire a questi ragazzi di quartiere, forse destinati alla strada, un modo di concepire la vita qualitativamente più elevato di quello riconosciuto come unico possibile.
I CONTENUTI
Formazione dei gruppi sulla base della:
-disponibilità
-motivazione
Improvvisazioni nello spazio
-Il corpo
-La voce
Lavoro sul testo
-Implicazioni
-Analisi
-Elaborazioni
-Commenti critici
Lavoro sul personaggio
-Ricerca di caratteri
-Improvvisazioni a tema
Lavoro nello spazio
-La presenza
-Il movimento
-Il ritmo
METODOLOGIA
In una prima fase si metteranno in atto strategie atte a migliorare la concentrazione e l’ascolto. Successivamente si procederà con la somministrazione di esercizi-gioco atti a favorire la capacità di improvvisazione e di creazione del singolo e del gruppo.
Naturalmente non c’è scansione netta tra i vari momenti in cui si svolge il lavoro teatrale: l’organizzazione del percorso è sempre funzionale ai bisogni del gruppo, sarà finalizzata al superamento di eventuali conflitti (interni e/o esterni) e al soddisfacimento dei bisogni dei ragazzi (accettazione da parte del gruppo, coesione, confronto, superamento delle paure…dell’ansia da prestazione…), pertanto la programmazione delle attività sarà flessibile, cioè soggetta ad eventuali cambiamenti in relazione alle dinamiche che emergono all’interno del gruppo di lavoro.
Il carattere ludico ed informale delle attività, infine, favorirà la libera espressione, cioè la messa in atto di comportamenti mentali non condizionati da valutazioni esterne o, se si vuole, da giudizi estetici.
PERCORSO DIDATTICO
ANNO SCOLASTICO 2008/09
PRESENTAZIONE
All’interno del laboratorio ognuno sperimenta la propria corporeità come mezzo espressivo (la ricerca dell’altro da sé) e come mezzo di comunicazione sociale (cercare, scoprire l’altro).
FINALITA’
-Sviluppare l’identità, la consapevolezza del proprio esistere come persona.
-Mettere le proprie competenze espressive (il corpo, la voce) al servizio dei sentimenti.
-Agevolare il processo di relativizzazione (mettersi dal punto di vista dell’altro).
OBIETTIVI FORMATIVI
-La comunicazione inter-soggettiva.
-La scoperta del proprio sé corporeo: il corpo come sede del nostro inconscio.
-Accogliere le suggestioni di un testo letterario in funzione della liberazione di proprie pulsioni (costruttive e/o distruttive).
-Esplorare il proprio universo adolescenziale e riscoprirlo come patrimonio.
ORGANIZZAZIONE
Il lavoro si svolge in forma differenziata con due gruppi di alunni della scuola secondaria di primo grado. Ciascun gruppo è composto di 13 alunni con cui lavoro stabilmente il martedì e il mercoledì per un totale di 6 ore settimanali per un totale di 23 alunni.
I percorsi sono entrambi finalizzati alla realizzazione di uno spettacolo finale, pertanto il lavoro procederà in orario extra- scolastico il giovedì e il venerdì per altre 6 ore settimanali complessive.
In itinere si stabiliranno ulteriori incontri o prolungamenti di un’ora nei giorni già previsti per l’attività teatrale in funzione degli impegni che si presenteranno nel corso dell’anno scolastico.