Librino con gli occhi autentici del "fanciullino"

 

Il progetto si articola nelle seguenti fasi operative:

 

1° Fase: Riconoscimento del proprio contesto urbano

 

Attività:   “Impariamo a leggere le carte”;  “Dove abito?”

 

Obiettivi:

· Stabilire un primo contatto tra i bambini ed il contesto urbano in cui vivono;

· indagare e stimolare il loro senso di orientamento, la loro capacità di lettura dello spazio urbano e di riconoscimento della propria collocazione all’interno dello stesso (auto-riconoscimento);

· sondare il loro senso di appartenenza al nucleo di residenza (Castagnola, Bummacaro, Moncada etc.);

· stimolare relazioni spaziali prima tra il bambino e i luoghi e poi tra il bambino e i suoi compagni.

 

2° Fase: Lettura critica dei propri spazi di vita e di relazione

 

Attività:   “Diario dei miei luoghi”

 

Obiettivi:

·  Stimolare nel bambino una lettura critica dei propri spazi di vita e di relazione a partire dai contesti che gli sono più familiari;

·  consentire al bambino di esprimere, liberamente, le sensazioni che gli suscita il proprio ambiente di vita, in termini di piacere, interesse o curiosità, ma anche di disagi e paure;

·  indagare quindi le relazioni più intime che legano il bambino al proprio territorio cercando di incoraggiare un processo di consapevolezza della propria percezione cognitiva e affettiva.

  

3° Fase: Lettura collettiva delle proprie sensazioni.

 

Attività:   “Emozioni”

 

Obiettivi:

· Permettere una maggiore presa di consapevolezza prima individuale e poi collettiva delle relazioni emotive tra i luoghi urbani ed il bambino attraverso una rappresentazione grafica che consenta un’immediata visualizzazione dei risultati emersi e dall’attività precedente e da quella in corso;

· incoraggiare un processo che li sproni ad intessere relazioni continue con i luoghi;

· stimolare il processo di auto-riconoscimento responsabile dell’attaccamento ai luoghi;

· far si che il bambino possa confrontare e possibilmente riconoscere negli altri propri disagi e/o desideri, un potenziale comune “sentire”, in un processo volto alla costruzione di “senso collettivo”.

 

I tempi dell’esperienza, da considerarsi come esperimento pilota che speriamo venga successivamente approfondito, non permettono di portare i bambini alla formulazione di vere e proprie ipotesi progettuali. I lavori di analisi rappresentano tuttavia una importante occasione di sperimentazione, con una maggiore attenzione alla qualità del processo più che dell’esito (“il progetto”).

Al momento al progetto hanno aderito quattro scuole di Librino (I.C. A. Musco, I.C. E. Pestalozzi, I.C. V. Brancati, I.C. Cardinale Dusmet), ciò non preclude la possibilità di ripetere la stessa esperienza nell’ambito delle restanti scuole.

 

Attivita' della 1' Fase: Riconoscimento del proprio contesto urbano

 "Impariamo a leggere le carte" 

Attività:

lettura delle mappe.

Scopo dell’attività:

sviluppare la capacità di osservazione, rappresentazione e di comprensione dello spazio urbano.

Materiale di supporto all’attività:

slide in PowerPoint, computer, proiettore, planimetrie a diverse scale di rappresentazione.

Modalità operativa:

attraverso l’utilizzo di slide in PowerPoint verranno illustrati i vari tipi di rappresentazione e mostrate delle foto aeree di Librino e del centro storico della città, per stimolare un confronto tra le diverse morfologie del territorio urbano. Verrà poi spiegato in maniera elementare il procedimento della “restituzione della fotografia aerea”, grazie al quale i cartografi ottengono le piante (sovrapponendo dei fogli di carta lucida a delle foto aeree e ricalcando il perimetro delle varie componenti ritratte dalla foto: alberi con un cerchietto, le strade con una doppia linea continua e spessa, rettangoli, quadrati e qualunque altra figura piana per individuare edifici singoli o insiemi di essi).

"Dove abito?" 

Attività:

individuazione della propria casa o dimora (spesso, in tale contesto, i bambini risiedono presso parenti prossimi al nucleo familiare più stretto)  in una planimetria che rappresenta gli ambiti di provenienza.

Scopo dell’attività:

stimolare la capacità di orientarsi e di leggere l’ambiente urbano acquisendo maggiore consapevolezza della propria  collocazione all’interno dello stesso, anche in relazione agli altri compagni.

Materiale di supporto:

post-it colorati, planimetrie di scala "opportuna" che rappresentino i diversi ambiti di provenienza dei bambini (Librino, San Giorgio, Pigno, Zia Lisa ecc.).

Modalità operativa:

ad ogni bambino verrà assegnato un post-it su cui disegnerà il suo volto, scriverà il proprio nome ed il proprio quartiere di appartenenza. Muniti di questi fogliettini autoadesivi i bambini verranno aiutati ad individuare nelle planimetrie, appese sul muro, la collocazione della propria casa attaccandovi il proprio post-it; ciò anche mediante il riconoscimento di alcuni loro punti di riferimento.


 

Attivita' della 2' Fase: Lettura critica dei propri spazi di vita e di relazione

 

"Diario dei miei luoghi"

Il "diario dei miei luoghi" è uno strumento creato per i bambini per guidarli durante le attività del laboratorio progettuale. E’ una sorta di quaderno all’interno del quale vengono esplicitate le modalità di svolgimento delle attività e sul quale vanno riportati i risultati delle “esercitazioni”. Costituisce una preziosa agenda dove i bambini annotano impressioni, sensazioni, pareri ma è anche un notebook che i bambini custodiscono gelosamente.

 Il diario è stato costruito in maniera tale che i bambini possano personalizzarlo, rendendolo proprio e diventa lo strumento che consente di istituire un rapporto personale tra i bambini e l’esperienza.

I piccoli hanno bisogno non solo di capire quanto gli viene richiesto di fare ma comprendere soprattutto a chi e a cosa serve. In tal senso il libricino è pensato per far in modo che i bambini percepiscano che siano gli unici destinatari del processo e i loro contributi fondamentali per la riuscita di un percorso che sono solo loro a determinare.

Creare degli strumenti personalizzati di lavoro, di cui i bambini possano entrare in possesso, costituisce una garanzia di impegno e di coinvolgimento da parte dei piccoli che sentono come proprio quanto faranno e consente agli interlocutori di instaurare rapidamente con loro dei rapporti di fiducia e di feeling.

Il diario scandisce i tempi del percorso progettuale, man mano che hanno luogo le attività acquista consistenza ma solo alla fine sarà completo di ogni sua parte.

Per questo diventa la metafora di un processo di costruzione di consapevolezza e di acquisizione che porta il bambino a formulare le proprie richieste e ad essere in grado di esprimere la propria progettualità.

E’ costituito da una serie di fogli che, come abbiamo accennato sopra, contengono tutte le informazioni e i chiarimenti in merito alle attività da svolgere. Ogni bambino sarà chiamato a riprodurlo personalizzandolo come ritiene più opportuno pur seguendone in linea di massima una traccia da noi fornita.


 

Attivita' della 3' Fase: Lettura collettiva delle proprie emozioni

 

"Emozioni" 

Attività: 

realizzazione di una mappa affettiva.

Scopo dell’attività:

stimolare la capacità espressiva e la capacità critica dei bambini.

Strumenti utilizzati:

mappa affettiva

Materiale di supporto alle attività:

a)  "diario dei miei luoghi";

b)  planimetrie di supporto a scala opportuna, cartelloni, cartoncini autoadesivi colorati (smile).

Modalità operativa:

verrà richiesto ai bambini di indicare tutti gli elementi che destano in loro interesse o curiosità, paura o insicurezza, gli elementi da cui sono attratti e quelli da cui sono respinti e le loro relative motivazioni.

Ad ogni bambino verranno assegnati piccoli cartoncini autoadesivi di quattro colori diversi (smile). Ogni colore, associato alla faccina disegnata nei talloncini, individuerà un emozione: il rosso associato alla faccina sorridente corrisponderà ad una sensazione piacevole, il verde della faccina imbronciata ad una sgradevole, l’arancio assegnato alla faccina con il punto interrogativo indicherà interesse o curiosità, il giallo corrisponderà ad una sensazione di paura.

Ogni bambino sarà invitato a personalizzare in maniera libera tutte le faccine in suo possesso, ad individuare sulla planimetria, appesa al muro, i propri luoghi di interesse e ad indicare con i relativi cartoncini le proprie emozioni. Infine, i bambini saranno invitati ad indicare per iscritto tutte le proprie preferenze su un cartellone posto di fianco alla cartina.