LIBERA Coordinamento provinciale di Catania
ARCI Catania
Invitano la ns scuola a
partecipare alla Carovana Antimafie, lunedì 1 dicembre
2008 a Catania.
La Carovana antimafie è una iniziativa nazionale
organizzata da Libera, Arci e Avviso Pubblico, nata nel 1994
e giunta alla 12° edizione dedicata al 60° anniversario
della Costituzione e della Dichiarazione universale dei
diritti dell'uomo. E' un lungo viaggio di oltre due mesi
che si chiuderà a metà dicembre a Comiso (RG), dopo
circa 100 tappe che toccheranno tutte le Regioni d'Italia
con appuntamenti itineranti, volti a sensibilizzare la
cittadinanza sul tema della lotta alle mafie, della
sicurezza sul lavoro e la lotta a qualsiasi forma di
razzismo con modalità di coinvolgimento diverse: dal
momento di riflessione ed incontri con esperti a quello di
animazione per i più piccoli. I temi nazionali portati
avanti dalla Carovana Antimafie sono coniugati con le
specificità del territorio, in quello che vuole essere un
momento collettivo di riflessione e proposta. La Carovana
antimafie 2008 presenta un manifesto-appello con il quale
vuole riaffermare i valori della Costituzione e della
Dichiarazione universale dei diritti umani e ricordare che
la vera emergenza sicurezza in Italia sono mafie e
corruzione e chiede in undici punti, pochi ma concreti,
provvedimenti per un Italia più libera, più legale,
più giusta. L'appello potrà essere sottoscritto dai
cittadini durante le varie tappe e on line nel sito
www.avvisopubblico.it.
A Catania la Carovana passerà l'1 e il 2 dicembre con
diverse attività come da programma allegato. Tra queste
lunedì 1 dicembre alle ore 9:30 presso la succursale
dell'I.C. "A. Vespucci (via De Nicola 2, ang. Corso
Martiri della Libertà) si terrà l'incontro dal titolo
«La scuola che verrà. Diritto allo studio e antimafia
sociale», una tavola rotonda sulla scuola come presidio
democratico nei nostri quartieri e sulle scuole di Catania a
rischio di chiusura, a cui parteciperanno: Rita Borsellino;
l'Arch. Dott. Aurelio Cantone, Don Roberto Sardelli
(fondatore della "Scuola 725") e il regista Fabio
Grimaldi; sono previsti gli interventi dei presidi delle
scuole "A. Vespucci", "Sante Giuffrida" e "A.
Doria", rappresentanti della CGIL, di Libera e
dell'ARCI, esponenti del corpo docente delle scuole
coinvolte, del "Comitato delle mamme Andrea Doria", del
comitato dei genitori della Vespucci, del Comitato Sostegno
Catania e seguirà un dibattito aperto alla cittadinanza.
Durante la tavola rotonda saranno proiettate delle "foto
denuncia" prodotte dalle varie scuole della provincia che
aderiranno all'iniziativa. Chi fosse interessato a dare
l'adesione è invitato a inviare via e.mail
all'indirizzo:
evs@misterobuffo.org entro e non oltre
giovedì 28 p.v. una foto della propria scuola dove venga
messo in risalto un aspetto negativo che gli alunni
desiderano venga migliorato con una didascalia che indichi
gli estremi della scuola e la situazione che si vuole
denunciare.
Per qualsiasi informazione tel. ARCI 0958207675.
PROGRAMMA DELLA CAROVANA ANTIMAFIA A CATANIA E SCORDIA
Lunedì 1 dicembre
Catania
Ore 8.00 - C.so dei Martiri della Libertà, via Vittorio
Emanuele, Via Dusmet
La Carovana invita.
(volantinaggio e "megafonaggio" nel quartiere
interessato per invitare alla tavola rotonda
sul tema della scuola)
Ore 9.30 - Auditorium Istituto Comprensivo "A.
Vespucci"
La scuola che verrà
Tavola Rotonda su scuola e antimafia sociale.
Introduce Aurelio Cantone. Interventi dei presidi delle
scuole che rischiano la chiusura,
insegnanti, esponenti dei comitati delle mamme "Andrea
Doria" e "Vespucci".
Partecipano: Rita Borsellino, don Roberto Sardelli (scuola
725) e il regista Fabio
Grimaldi.
Ore 15.30 - 18:30 - Librino
La Carovana Periferica
I.C. Angelo Musco - Animazione con i bambini
I.C. Campanella Sturzo - Animazione con i bambini
Raduno in piazza dell'Elefante: "2 minuti per il tuo
quartiere"
(associazioni e cittadini lanciano brevi messaggi intorno
alla salute del loro quartiere)
Partecipano: don Roberto Sardelli e Fabio Grimaldi
"Torciata: illuminare Librino"
Ore 20.00 - G.A.P.A. (Centro di aggregazione popolare)
"Non tacere"
Proiezione del film di Fabio Grimaldi sull'esperienza di
don Roberto Sardelli e della
scuola 725 fondata nel 1968 tra le baracche del quartiere
Tuscolano di Roma.
Interverranno il regista Fabio Grimaldi, e Don Roberto
Sardelli
A seguire
Cena sociale.
Scordia
Ore 19.00 - Galleria Civica Ex Pescheria oppure Ex Mercato
Coperto (da confermare).
Inaugurazione mostra "Il primo numero de I Siciliani", a
cura della Fondazione
Giuseppe Fava (1 - 4 dicembre),
a seguire
Tavola rotonda
"Gli spazi della legalità per una crescita sostenibile.
Dall'esperienza di Nicola
D'Antrassi ad oggi: "buone pratiche a confronto".
Partecipano: d.ssa Marisa Acagnino (magistrato Catania);
Dario Montana (Presidente
provinciale Libera); Nino Pisasale (ASAES Associazione
Antiracket Scordia);
Addiopizzo Catania; Elena Fava e Maria Teresa Ciancio
(Fondazione Giuseppe Fava);
Salvo Lipari (Presidenza ARCI Sicilia); Calogero Parisi
(Presidente Cooperativa Lavoro
e Non Solo); Angelo Agnello (Sindaco di Scordia)
Coordina: Domenico Simone (Presidente Circolo Scordialegre)
Martedì 2 dicembre
Catania
Ore 10.30 - Camera del Lavoro
Non solo Thyssenkrupp.
Proiezione del corto "trevirgolaottantasette".
Conferenza stampa sulla sicurezza sul lavoro nella nostra
regione. Presentazione
dossier sulle morti sul lavoro a Catania e progetto di
un'inchiesta sull'invalidità legata
agli infortuni sul lavoro promossa dall'Inail.
Partecipano: Monica Repetto (regista), Carlo Marrapodi
(operaio), Paola Scarnati
(Segreteria Nazionale UCCA e AAMOD)
Ore 19.30 - Auditorium Monastero dei Benedettini
Proiezione film "Thyssenkrupp blues" (prima visione)
a seguire
incontro-dibattito con Carlo Marrapodi e Paola Scarnati.
Coordina Domenico Simone (Consiglio Nazionale UCCA)
Mercoledì 3 dicembre
Scordia
Ore 10:00 -
Aula Magna - Liceo scientifico "E. Majorana".
Proiezione "Thyssenkrupp blues" (prima visione)
Ore 19:30
Replica proiezione "Thyssenkrupp blues"
Alle proiezioni seguirà un incontro dibattito con:
Monica Repetto (regista), Carlo Marrapodi (operaio
Thyssenkrupp), Paola Scarnati
(Archivio Audiovisivo Movimento operaio - Segreteria
nazionale UCCA), Domenico
Simone (Consiglio Nazionale UCCA)
Dall'1 al 4 dicembre
Ore 18 - 20.30 (di mattina su prenotazione)
Mostra "Il primo numero de I Siciliani".
A cura della Fondazione Fava.
Gli elaborati degli alunni dell’istituto comprensivo Angelo Musco sul tema della legalità
Lunedì 1 dicembre 2008 la Carovana Antimafie, organizzata dall’ associazione Libera e dall’ Arci, è passata da Catania e anche dalla mia scuola, l’ I. C. “A. MUSCO”.
Qualche giorno prima le nostre insegnanti ci hanno invitato a partecipare alla Carovana. Abbiamo creato degli slogan antimafia e, dopo aver scelto il più bello (per noi…), lo abbiamo scritto su uno striscione con le bombolette spray e utilizzando i colori della bandiera della pace: “La mafia spegne la speranza, accendiamola!”. Invece altri due slogan li abbiamo scritti su 12 magliette bianche: ogni maglietta con una lettera sul fronte e una sul retro, per formare le parole degli slogan: “La mafia non è cosa nostra” e “Tutti uniti contro la mafia”. Con le nostre professoresse abbiamo ascoltato le canzoni “Pensa” di F. Moro e “Centopassi” dei Modena City Ramblers, che avrebbero fatto da colonna sonora al nostro balletto. Tutti insieme abbiamo fatto le prove in palestra e con pazienza abbiamo legato i nostri movimenti alla musica. Con le altre classi della scuola –dalla materna alla media- abbiamo creato alcuni cartelloni colorati ispirati alla lotta alla mafia. Finalmente poi è arrivato il giorno che tanto aspettavamo: la mattina le ultime prove e il pomeriggio tutti presso la sede centrale pronti ad accogliere la Carovana! Insieme a noi c’era un ospite speciale: Don Roberto Sardelli, fondatore della “Scuola 725” nel 1968 nel quartiere Tuscolano a Roma, tra le baracche dove le scuole non c’erano… Ha parlato a noi ragazzi e ci ha detto di amare la scuola perché è il luogo dove possiamo costruire il nostro futuro e garantire la nostra libertà. E poi ci ha spiegato che la mafia non è solo quella che spara e mette le bombe, ma anche dove ci sono atteggiamenti di prepotenza e di sopraffazione nei confronti degli altri, lì c’è la cultura della mafia. Poi è iniziato il nostro spettacolo che è molto piaciuto, è stato applaudito e Don Roberto è venuto a dirci che si era molto emozionato. E mi sono molto emozionato anch’io.
Gaetano Filip, III B, scuola media
La legalità è il rispetto delle regole. La definizione della legalità spetta a una branca particolare del Diritto, che si chiama Diritto Internazionale e si divide in due rami: il Diritto Internazionale Pubblico, che si occupa del rapporto fra gli stati, e il Diritto Internazionale Privato, che regola invece il rapporto tra i loro cittadini. Il rispetto delle regole della buona convivenza riguarda tutti, anche i ragazzi. È molto importante che proprio i giovani lo apprendano, perché solo così, un domani, si potrà favorire l’affermarsi della legalità nel paese. Le regole vanno rispettate nelle piccole come nelle grandi cose: rubare è certamente illegale, ma andare in motorino senza casco significa ugualmente farsi beffa di norme poste per la sicurezza. Quando nel nostro paese si parla di illegalità l’accento viene messo immediatamente sulla mafia e il terrorismo. In Italia la principale autorità di Pubblica Sicurezza è il Ministero dell’ Interno. Da esso dipendono le “forze dell’ordine”: dalla Polizia alla Guardia di Finanza, ai Carabinieri. La legalità parte dall’impegno dei singoli nella quotidianità.
Melania Fichera, Marika Torrisi, II A
La legalitàLa violenza Federica Armuzza, III C
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Nella vita ci sono tante regole da rispettare, noi pensiamo che la vita con le regole è un po’ difficile, però se immaginiamo un mondo senza regole sarebbe proprio una vergogna. Nella vita c’è un cammino; se noi facciamo tutte le scuole, ci laureamo, avremo un bellissimo futuro e nella vita non avremo nessun problema, anzi saremo fieri di noi. C’è un mestiere nella vita che è il più brutto, ed è rubare, fare omicidi, etc.. Poi nella vita per stare veramente bene ci vuole una famiglia e un lavoro serio e sicuro.
Regole
1. non inquinare il mare, il giardino, l’ambiente
2. non spacciare droga
3. non fumare all’età di 13 anni, è pericoloso
4. non buttare le carte per strada
5. non bere alcolici quando si guida
6. stare attenti ad attraversare la strada
7. non prendere brutte strade
8. comportarsi bene a scuola
9. rispettare il semaforo
10. non vendere droga
Francesca Pecora, I C
Poesia sulla legalitàVivi senza paura Scegli la strada giusta. Maria Giuffrida, Sabrina Mascali, Giovanna Verga, Marika Torrisi, III C |
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Se non lavori non devi rubare,
e per le strade la droga non scambiare.
Se uno spinello vuoi fumare,
sappi che il tuo cervello puoi danneggiare.
La violenza non devi usare,
perché a ragazzi e bambini puoi fare male.
E se un giorno idea vuoi cambiare,
sappi che ognuno di noi ti aiuterà a lottare
contro una bestia che fa male.
Martina Buda V C
La legalitàLa legalità è una forma di rispetto, Alessandro Motta V C |
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La mafia è una serpe che tutti dovremmo lasciar stare,
se vogliamo le bombe e la violenza evitare.
Senza pistole e bulli potremmo avere un mondo d’amore,
anziché averlo con tristezza e dolore.
Se riflettiamo sul danno che fa una pistola,
possiamo gridare al mondo che dobbiamo smetterla ora,
e far capire all’intera umanità
che è bello vivere con gioia e in libertà.
Denise Giardinaro V C
Mettendo un po’ di volontà
la pace nel mondo regnerà.
Tutte le leggi devi rispettare
e le persone incoraggiare
a denunciare il male
con cui a volte devi lottare.
Se tutto questo si farà
Sicuramente la pace ci sarà!
Selenia Sciuto V C
A volte pensiamo che la legalità si è persa di vista. In tv si sente parlare sempre più di fatti illegali perché , purtroppo, c’è tanta gente cattiva che ama fare del male alle persone che vorrebbero vivere onestamente. Ci sono ladri, assassini, truffatori ed anche bulli che ,con il loro comportamento indisponente, aggressivo e violento, cercano di imporre le loro regole, ben diverse da quelle del vivere civile di una comunità. Tutti guardiamo questa realtà sofferenti e con la paura che possa capitare anche a noi e , a volte, ci sentiamo impotenti. Noi, però , siamo convinti che alcuni problemi si possono risolvere con il dialogo, la tolleranza , la determinazione. Dobbiamo essere forti e coraggiosi e reagire! Gridiamo tutti ”BASTA!” alla violenza, alle minacce, alla malvagità, alle discriminazioni e collaboriamo insieme per creare un mondo più sicuro . Noi ragazzi ci meritiamo un futuro migliore!
Luca Sanfilippo, Manuel Strano, Ornella Ferlito, Maria Balbo, Federica Tomaselli. V C
Per vivere in un mondo migliore
dovrebbe regnare sicuramente l’Amore.
Allora nel mondo ci sarà:
amore, gioia e serenità.
Unire le nostre forze è importante
perché da un piccolo seme
può nascere un amore grande.
Niente mafia, niente bullismo,
così vivremo senza egoismo.
E se pace non ci sarà
non avremo né gioia né felicità!
Chiara Zappalà - La Bianca Desire –Gabriele Cora - V D
C’è un mondo da salvare
Contro la mafia e la guerra devi lottare
Con la Pace che tutto fa passare
e tu devi poter sempre sperare!
Giusi Burrello – Adriano Laudani - V D
Questo mondo ha bisogno di essere cambiato perché ci sono tante cose che non si dovrebbero fare: atti di bullismo, rapine, guerre ecc. Al telegiornale non vorremmo più sentire notizie su queste cose che purtroppo succedono spesso. Vorremmo un mondo senza guerra affinché tutti i bambini del mondo possano divertirsi e giocare come facciamo noi. Tutte le persone hanno il diritto di vivere in pace e in serenità! Pace significa anche rispettare le regole e non compiere gesti di mafia e di bullismo. La mafia fa star male le persone, le sfrutta, compie rapine e chiede il pizzo. La mafia è cattiva Combattiamola! La mafia porta solo povertà e disgrazia. Nelle scuole non ci dovrebbe essere il bullismo perché i bambini e i ragazzi hanno il diritto di studiare e stare a scuola serenamente. Nelle città ci sono tanti ragazzi che si drogano e mettono in pericolo non solo la loro vita ma anche quella degli altri. Nei bar non dovrebbero più dare alcolici dopo le 21:00; per noi sarebbe una salvezza. Legalità non è solo osservare le regole ma anche non osservare quelle ingiuste e cercare di intervenire affinché esse vengano modificate. Bisogna rispettare gli altri e amarli perché ognuno di noi è parte della vita degli altri.
V D
Regole di legalità1. buttare la spazzatura nel cestino giusto Greco Grezy, I C
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Nella vita ci sono tante regole: rispettare la gente, non uccidere, non rubare e non “fare omicidi” e non rubare le borse e i cellulari, trovare un lavoro per stare bene con la famiglia e avere un futuro bellissimo e per stare veramente bene!
Regole
1. non abbandonare gli animali per la strada
2. non spacciare droga
3. non sporcare l’ambiente
4. non buttare le carte per strada
5. non bere alcolici
6. stare attenti ad attraversare la strada a piedi
7. stare attenti ad attraversare la strada con la bici
8. comportarsi bene a scuola
9. rispettare il semaforo
10. non vendere droga alle altre persone.
Marika Giuffrida, I C
Con il termine legalità si intende l’osservazione delle leggi,cioè il rispetto delle norme democratiche che regolano la vita civile. Lo stato deve essere il primo garante della legalità,praticando quei comportamenti corretti che poi si esigono dai cittadini e assicurando alla giustizia i criminali. Purtroppo abbiamo la testimonianza che le leggi non si rispettano. Negli anni ’80 l’uccisione di Pier Santi Mattarella,suscitò il forte desiderio di partire nella lotta contro la mafia. La mafia è un atteggiamento,una malattia dell’animo umano,che,in determinate condizioni economiche e culturali,diventa una malattia sociale. La mafia,come fenomeno,ebbe origine in una zona particolare della Sicilia,compresa tra Palermo,Trapani e Agrigento,dove,fin dal tempo dei Normanni,si era diffuso il latifondo. La Mafia,dopo qualche anno,assumeva il carattere di associazione per delinquere con l’uso incontrastato della violenza e si andò affermando il principio fondamentale del codice mafioso,in base al quale la vera legge è quella "amici degli amici";la legge dello stato non serve e,davanti a un magistrato che la rappresenta,bisogna stare zitti. Con l’Unità d’Italia,la mafia si inserì nel gioco politico,contribuendo all’elezione di questo o quel candidato. Il primo vero capo mafioso fu Don Vito Cascio Ferro. La mafia si diffuse anche in America prendendo il nome di "mano nera".Nel 1909 venne ucciso a Palermo Joe Petrosino, un poliziotto Italo-Americano, venuto per far indagini sui dirigenti della "mano nera".L’onorata società si dedicò ad altre attività,alla riscossione di imposte;si inserì nelle strutture degli enti bancari,conquistò il mercato del pesce e arrivò allo spaccio di stupefacenti. Nel 1956 si scontrarono all’improvviso la nuova e la vecchia mafia. Con la vittoria delle nuove cosche più rapide sbrigative nei metodi,nacque il fenomeno della nuova mafia. Durante la lunga lotta delle istituzioni contro”Cosa nostra”, si sono registrate molte perdite tra poliziotti, giudici tra cui ricordiamo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, testimoni e tutti coloro che si sono messi contro la mafia. Bisogna tra l’altro aggiungere che questi uomini, i quali sicuramente costituiscono una minoranza critica e consapevole, hanno spesso rimproverato alle generazioni che si sono susseguite dal dopoguerra in poi, di essersi adattate a vivere in un’Italia in cui la logica del favore soppiantava sempre più quella del diritto. A mettere in crisi la cultura del favore è esploso infatti, nel ’92, lo scandalo di Tangentopoli che, con l’inchiesta “Mani Pulite”, ha finalmente fatto emergere l’immoralità e l’arroganza di un potere politico di cui sono state denunciate, in pochi casi, la corruzione se non le connivenze col potere mafioso. In un clima di legittima indignazione contro partiti e uomini politici corrotti e impudenti, il ruolo che i giovani possono svolgere è importantissimo. Essi, infatti, non contaminati dalla rassegnazione che talvolta ha caratterizzato l’atteggiamento degli adulti, sono meglio in grado di ribellarsi con intransigenza, senza cedere a ricatti né a comode meditazioni. L’individuo può cioè reclamare i propri diritti quando ha assolto i suoi doveri di cittadino. E’ anzi la consapevolezza di aver rispettato la legge, trascurando il proprio angusto interesse, che può renderlo deciso nel pretendere la stessa osservazione da parte di tutta la collettività.
Desirée Sciuto, III B