Progetto
“Le soglie del cambiamento: un percorso di sviluppo
per Librino tra memoria e innovazione”
Descrizione del contesto.
Librino, città satellite di Catania, progettata da Kenzo Tange negli anni ’70 è
il più grande quartiere di edilizia economico-popolare che la storia di quel
periodo ricordi. Una città dentro la Città di oltre 70.000 abitanti organizzati
in 10 nuclei residenziali (anelli) . Mai come in questo caso i segni della
progettazione urbanistica e fisica del luogo riflettono se non determinano dei
processi sociali di emarginazione, isolamento. A contribuire a questa
corrispondenza tra segno fisico e sociale di certo influisce l’eterogeneità
della composizione stessa interna ai nuclei residenziali. Il processo di
ghettizzazione ha voluto infatti che ogni anello si componesse di soggetti molto
diversi tra loro: IACP, Edilizia sovvenzionata, Cooperative.
La nuova Librino non risponde pienamente al bisogno di identità costruito
attraversando la memoria poiché occulta i segni di una realtà contadina
(precedente all’intervento del progettista giapponese), maschera le risorse di
un territorio che per caratteristiche morfologiche e idrogeologiche era
caratterizzato da grandi vigneti e da un tessuto produttivo legato alle
Masserie, testimonianze vive di un passato non poco recente, La conseguenza è
che si nega a questo territorio la possibilità/bisogno di autosostenibilità pur
possedendo al proprio interno parecchie risorse e potenzialità.
Librino soffre non solo per la mancata attuazione di tutti i servizi che erano
stati inizialmente previsti ma anche per problematiche relative alla
costituzione del suo tessuto residenziale. La speranza per un futuro migliore,
che ha portato tanti abitanti a investire su Librino negli anni ’70, è ancora in
attesa di essere del tutto corrisposta. In termini tradizionalmente sociologici,
la speranza si scontra quotidianamente con gli alti tassi assunti da tutti gli
indici tradizionali con cui viene caratterizzata una periferia moderna
(dispersione scolastica, microcriminalità, tassi di inquinamento ambientale,
nuclei familiari, spesso mono-parentali, con bassissimo reddito, ecc.) e da un
evidente controllo militare del territorio da parte del crimine organizzato,
capace di incidere (culturalmente ed economicamente) su tutte le fasce
generazionali sia a livello culturale che economico.
A Librino oggi esistono nuclei familiari per i quali non è garantito il
soddisfacimento dei bisogni primari e fisiologici, come cibo, acqua potabile,
luce, ecc. In ogni caso, è ampia la fetta di popolazione a cui viene negata ogni
possibilità di soddisfacimento di bisogni secondari legati cioè allo sviluppo
della propria personalità in rapporto ai valori di autorealizzazione del sé e di
rispetto e solidarietà verso gli altri che in genere sono i prodromi della
realizzazione dei bisogni di autorealizzazione finalizzata al cambiamento.
Sul territorio si registra tuttavia una vitale presenza di varie forme
associative e del terzo settore e di istituzioni scolastiche d’eccellenza, che
spesso si sono trovate a supplire le carenze e la debolezza del governo da parte
delle Istituzioni (fatta appunto eccezione per le scuole) caratterizzato da
frammentarietà, episodicità, mancanza di coordinamento tra gli interventi e
negli ultimi anni a causa della crisi finanziaria del Comune da gravissime
carenze anche nella fornitura anche dei più elementari servizi primari
(illuminazione pubblica, manutenzione strade, refezione scolastica ecc).
Per quanto riguarda il terzo settore del quartiere, va segnalato che ad una
grande vitalità in termini di aggregazione e autorganizzazione corrisponde
purtroppo una grave carenza di capacità progettuali delle stesse realtà
associative e del terzo settore. Alcuni soggetti del terzo settore del quartiere
insieme ad alcune scuole del territorio, inclusi tutti i soggetti facenti parte
del Nucleo Promotore Locale, hanno tuttavia avviato da tempo un percorso di
collaborazione in rete per il futuro assetto urbanistico e sociale del quartiere
denominato “Piattaforma Librino” che è stato presentato alla cittadinanza e alle
istituzioni nel Marzo 2008.
3.3 Descrizione dell’intervento
proposto
Difficilmente la crisi vissuta oggi da Librino potrà essere affrontata lasciando
inalterata l’uniformità spaziale e funzionale del suolo pubblico, dei beni
comuni e senza intrecciare localmente e in modo complesso e integrato attività
produttive, culturali e residenziali, accompagnati e sostenuti da processi di
formazione del capitale umano di eccellenza. L’avvio di processi culturali,
produttivi ed economici a carattere di auto sostenibilità, costituiscono il
punto in cui si innescano processi produttivi come occasione di costruzione di
atteggiamenti culturali di tipo cooperativo e collaborativo con obiettivo
l’educazione dei giovani ai valori della legalità, disinnescando la cultura del
privilegio e la legge del più forte, dei contesti influenzati dalla presenza
mafiosa.
Affinché tale processo possa perdurare oltre la durata del progetto stesso e
possa autorigenerarsi su tempi e modi del tempo a venire, è fondamentale
adeguare e consolidare la presenza e l’attivazione dei servizi socio-sanitari
qualificati ed innovativi, come testimonianze di presenze istituzionali attente
alla qualità della vita.
L’idea progettuale ruota attorno all’attivazione di un Agorà di quartiere ovvero
di un sistema di relazioni, connessioni, opportunità e strumenti che, come in
una grande piazza, favoriscano l’incontro, l’emersione di una città insorgente (Sandercock,
2000), ovvero la socializzazione, il recupero della memoria e la costruzione di
una nuova identità del quartiere. Tale processo potrà essere pienamente
partecipato dalle fasce “silenti” e” inascoltate “di popolazione come i bambini,
gli adolescenti, gli anziani, le donne, le categorie svantaggiate per via di
handicap. L’ Agorà di quartiere rappresenta secondo la nostra visione non tanto
e non solo uno spazio pubblico (che avrà comunque le caratteristiche di
flessibilità e informalità), quanto un vero e proprio sistema a rete in cui il
privato sociale, la cittadinanza e le Istituzioni sperimenteranno
concretamente un’ipotesi di sviluppo e cambiamento del quartiere auto centrata e
sostenibile che possa rispondere a quel bisogno di autorealizzazione dei suoi
abitanti, che rappresenta secondo noi un possibile punto di partenza per uno
sviluppo realistico del quartiere.
A titolo esemplificativo, ma non esaustivo immaginiamo l’Agorà di quartiere come
un sistema complesso , un incubatore di infrastrutturazione sociale e
cittadinanza attiva che curi il raccordo, la coerenza e l’interazione tra le
varie aree del progetto:
- Area del governo dello di sviluppo locale. Quest’area si doterà di strumenti
quali ad esempio: assemblee, tavoli e laboratori con la partecipazione degli
abitanti, del terzo settore e delle Istituzioni pubbliche; percorsi di
consulenza orientamento e tutoraggio rivolti sia ai partecipanti alle
sperimentazioni che ai cittadini del quartiere interessati alla promozione di
attività economiche coerenti con il percorso di sviluppo proposto.
- Area della diffusione della cultura della legalità. Quest’area comprenderà un
insieme di attività educative, di prevenzione e supporto rivolte principalmente
a minori, adolescenti e giovani del quartiere.
- Area del potenziamento delle capacità e dell’uso efficace delle risorse del
quartiere. Quest’area, attraverso un sistema di azioni formative e informative
delineate da una stretta collaborazione tra terzo settore e agenzie educative,
punterà da un lato al potenziamento dell’efficacia dell’azione del terzo settore
del quartiere incrementando in particolare le sue capacità progettuali che ne
garantiscano autonomia ed efficienza anche al termine del progetto, dall’altro
svilupperà percorsi formativi e di supporto per assicurare il pieno inserimento
nei percorsi proposti di soggetti svantaggiati e non e la qualità delle
sperimentazioni.
- Area della sperimentazione di percorsi auto sostenibili. Quest’area curerà
l’attivazione di esperienze di microimprenditorialità (sociale e non)
caratterizzate dalla sostenibilità e dal partire dalle risorse e potenzialità
del quartiere. Tra varie esperienze si immaginano le seguenti: progettazione e
realizzazione di orti urbani legati alla tradizione agricola del territorio;
sviluppo di micro produzioni artigianali anche legate alla trasformazione dei
prodotti degli orti urbani (es. conserve ecc); attivazione di mercatini popolari
e solidali per la commercializzazione diretta dei prodotti prima menzionati;
ideazione e attuazione di un eco-museo /percorso di educazione ambientale che
raccolga la memoria del quartiere; ideazione e realizzazione di percorsi di
turismo sociale nel quartiere; attivazione di un centro di promozione culturale
che lavori con diversi linguaggi (video, musica, letteratura).
- Area della comunicazione e del rafforzamento dell’identità del quartiere.
Quest’area attraverso una serie di strumenti informativi (giornale, web radio,
ecc,) punterà a costruire ponti virtuali tra le varie isole del quartiere e al
rafforzamento di un identità sana del quartiere. L’area favorirà inoltre la
visibilità delle azioni progettuali e la partecipazione degli abitanti ai
processi di sviluppo.